Londra ha accolto per la seconda volta il festival Il Libro Possibile nella sua veste internazionale, e con esso anche una delegazione di trentatré studenti del Liceo Cartesio, provenienti da tutti gli indirizzi del quinto anno, che hanno trasformato questo viaggio in qualcosa di più di una semplice gita scolastica.
La capitale britannica si è rivelata un laboratorio culturale a cielo aperto, dove letteratura, scienza, economia e giornalismo si sono intrecciati in un’esperienza che difficilmente si dimentica.
Il cuore del festival ha battuto all’interno dell’Istituto Italiano di Cultura, nel cuore elegante di Belgrave Square. Qui gli studenti hanno assistito a conferenze e dialoghi con un parterre di ospiti di rilievo internazionale: la ex-ministra Elsa Fornero, il Presidente di Pen International Burhan Sönmez, la scrittrice e conduttrice Daria Bignardi, il divulgatore scientifico Mario Tozzi, le autrici Ali Smith e Geoff Dyer, l’esperto di sostenibilità Paolo Taticchi. Sul palco anche Giorgio Perinetti e Chiara Celentano per un incontro su sport e disturbi alimentari, e il campione del calcio Gianfranco Zola.
Accanto a loro, alcuni tra i più autorevoli giornalisti italiani con base a Londra: Luigi Ippolito e Paola De Carolis del Corriere della Sera, Antonello Guerrera di Repubblica, Marco Varvello de La Stampa, Fiammetta Rocco già direttrice della cultura dell’Economist, Tiziana Prezzo di Sky TG24 e Rosie Goldsmith di The Riveter.
A rendere l’esperienza ancora più significativa per la scuola, la presenza della professoressa Rosella Santoro, docente del Liceo Cartesio e direttrice artistica del festival, che ha guidato gli studenti in questo percorso con la consapevolezza di chi conosce a fondo entrambi i mondi. Il gruppo è stato accompagnato dalla Dirigente Scolastica Maria Morisco, la cui presenza ha sottolineato l’importanza che la scuola attribuisce a esperienze formative di questo spessore.
Gli incontri si sono svolti sia in italiano che in inglese, offrendo agli studenti un’autentica immersione linguistica e la possibilità di cogliere le sfumature culturali del mondo anglosassone in un contesto del tutto naturale.
Il programma non si è esaurito tra le mura dell’Istituto. Londra è stata attraversata in tutta la sua complessità, dai grandi musei ai quartieri più vivaci.
Alla National Gallery, al British Museum e al Natural History Museum si è affiancata una visita all’Imperial War Museum, dove installazioni immersive e documenti storici hanno raccontato i conflitti mondiali con un impatto difficile da replicare sui libri di testo. Fuori dai circuiti più battuti, Camden Town ha offerto uno spaccato dell’evoluzione urbana e sociale della città, mentre Notting Hill ha incantato con il suo fascino inconfondibile.
Più che un viaggio d’istruzione, questa è stata un’esperienza di formazione nel senso più ampio del termine: un’occasione per incontrare voci autorevoli, ragionare su temi complessi e misurare se stessi con un contesto internazionale. Gli studenti tornano con ricordi indelebili, qualche nuova domanda aperta e qualche libro da leggere.
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